mercoledì 10 novembre 2010

Ascolta il nuovo singolo e guarda il video di Diego Leanza



Vanta collaborazioni con artisti e musicisti del calibro di Cindy Blackman,


batterista, fra gli altri, di Lenny Kravitz e Carlos Santan

guarda dritto in faccia a NYC e Londra senza dimenticare i vicoli e le strade di Napoli

pensa testi intrisi di vita vera, vissuta sulla pelle… la sua, la tua, la nostra

tra i guest, in veste di autore di un testo, il famoso fumettista Igort



DIEGO LEANZA

"Diego Leanza I"

Etichetta; autoproduzione

Distribuzione; Wondermark

Data di uscita; 19 novembre



Ascolta qui i brani del disco

www.myspace.com/diegoleanza

guarda il video del singolo

www.youtube.com/watch?v=siItmtIexSc



INTRO AL DISCO

"Diego Leanza I" va inteso come dimensione piuttosto che come prodotto musicale. E' soprattutto un'esigenza maturata dall'artista in tanti anni spesi sul palco e in studio. Il suono marcatamente rock vintage sa di strade di Napoli e di Londra, ma non disdegna quello delle avenue di New York. Suono "marcio" come lo stesso proveniente dalle strade attraversate di notte da Robert De Niro in "Taxi Driver". L'ispirazione parte da lontano e giunge direttamente dal sound anni Sessanta di oltre Manica e si staglia fra la east e west coast americane. I testi si sposano in maniera omogenea e creano l'immagine voluta di un uomo che a un certo punto della sua esistenza cerca di scrollarsi di dosso l'universo di distrazioni che gli è toccato, puntando al sodo e all'essenzialità della vita. Amore, sesso, crudezza, delusioni, piccole vittorie e grandi sconfitte, altro non diventano che un parapetto fatto di esperienze dove poter gettare le braccia e fermarsi a guardare il nuovo orizzonte. In questo senso, la scelta degli autori dei testi per la stesura ultima delle canzoni, è stata dettata dal senso della casualità e soprattutto dell'amicizia. Tutti i brani sono nati lontani dalla sala di incisione, sono piuttosto figli di lunghe chiacchierate occhi negli occhi, pensieri e discussioni fatalmente finiti sul nastro. Come recita un passo del testo di "Marta e la polvere" dello scrittore fumettista Igort, "…oggi è arrivato troppo presto". Il disco nella sua essenza tenta disperatamente di assaporare l'oggi in senso stretto, inteso come pausa e ripartenza e cerca di farlo con soave e impagabile lentezza.

Gli AEDI presentano il loro nuovo disco: “Aedi Met Heidi”


AEDI


Presenta

AEDI MET HEIDI

Etichetta; Seahorse Recordings

Distribuzione; Audioglobe

Data di uscita; 21 NOVEMBRE



Link per l’ ascolto in streaming: http://fairtilizer.com/playlists/34283



AEDI MET HEIDI .. quando l’ accademico narratore incontra la fantasia, così rigoroso e imitativo si perde nell’ incantevole magia di un personaggio spontaneo, divertente e giocoso.. abbandona gli schemi per poi riprenderli nei momenti avvolgenti, diventa serio, riflessivo, ma ama deridersi!

Questa è l’introduzione a Aedi che la band stessa ha pensato. Un’introduzione lucida, che rispecchia pienamente i contenuti di questo nuovo disco.

Album solare (per le melodie, mai scontate, per i ritmi, quasi sempre uptempo).

Album sognante e ludico, soprattutto per l’uso della voce femminile; un crogiuolo riuscito di reminiscenze che riportano, senza essere derivative, alla nuova musica scandinava pop/sperimentale.

Album che, vuoi per l’uso della lingua inglese, vuoi per le sonorità, dimostra quanto essere a Macerata o Brooklyn NYC (altro riferimento geografico che viene in mente ascoltando Aedi, soprattutto per quell’attitudine a mischiare continuamente le carte in tavola, tipico della scena brooklyniana) o Reykjavík non ha più molta importanza se si ha talento…

martedì 9 novembre 2010

Piccola Banda Brigante esordisce con il disco “Certi Ricordi”


Guarda in faccia alla tradizione cantautorale, al folk europeo e alla musica


popolare italiana e non solo il disco d’esordio di Piccola banda brigante

un disco in cui le coordinate musicali di riferimento

si mescolano in un incendiario esempio di modernità e divertimento sonoro,

che ha in sé molto dell’arte e poco dell’improvvisazione e si traduce in un approccio

da buskers, da animali da palco, da suonatori da strada incontenibili



P i c c o l a b a n d a B r i g a n t e

“Certi Ricordi”

loser's company records

www.myspace.com/antoniobrigante

data di uscita; 19 novembre

distribuzione; CD Baby



Debutto della folk band romagnola trascinata dall’istrionico Antonio Brigante, “Certi Ricordi” è il manifesto

sonoro del progetto Piccola banda Brigante in cui richiami alla tradizione cantautorale, al folk europeo e alla musica

popolare italiana e non solo, si mescolano in un incendiario esempio di modernità e divertimento sonoro, che ha in sé

molto dell’arte e poco dell’improvvisazione.

“Certi Ricordi” raccoglie nove fotografie, nove momenti di vita collettiva o personale che si mescolano con spunti di riflessione ed ironia... Brigante affascina con la sua voce beffarda ed avvolgente, nel racconto sonoro di ciò che

accade nel nostro paese. Tra temi scottanti e sarcasmo, la Piccola banda Brigante, con le proprie canzoni di vita reale della periferia e della provincia profonda, storie proletarie che in un certo senso danno il polso della nostra società, o almeno di quello strato di cui si parla poco alla televisione, rimanda ad una continuità con la tradizione italiana che passa da De Andrè e arriva a Capossela.

L'album “Certi Ricordi” viene pubblicato nell'esclusiva versione fisica limitata contenente il libretto con testi e crediti oltre alla traccia video del singolo "7:43" curato dal regista Daniele Quadrelli

L’Album dei Nashville Trio: correzioni e rivisitazioni di tutti i classici dei Police


Un trio che cerca di pagare tributo a un altro trio


Loro sono di Rimini… il trio a cui pagano tributo sono i POLICE

Tutti i classici dei POLICE riveduti e corretti da

NASHVILLE TRIO

L’ album

VOICES INSIDE MY HEAD

etichetta: CPSR PRODUZIONI

Distribuzione: VENUS

in uscita il 20 NOVEMBRE

Genere: West Cost Folk

Pensate a tre appassionati e navigati musicisti italiani con il “pallino” per una delle band che ha fatto la storia della musica rock negli 80; i Police. Pensate ai classici di Sting & C. riveduti e corretti con uno spirito che vaga tra il jazz, il blues e un’attitudine solare, che fa pensare alla west coast. Pensate a “Wrapped around your finger” con un sound jazzy, a “De do do…” con un’armonica country folk incastonata in una cornice sonora ariosa, chef a pensare all’Africa. Pensate a “So Lonely” in versione country folk. Immaginate i brani con un’attitudine che tende a prosciugare, a rendere minimalista l’impianto sonoro. Pensate a queste versioni del classici dei Police senza il supporto ritmico (la batteria non fa parte della line up del gruppo), con una propensione a far suonare il tutto come se fossero dei brani “a cappella” ma con chitarre e tastiere a fare da supporto alle melodie vocali. Tutto questo e altro ancora nel disco di Nashville Trio, ovvero Marcello Dolci (voci, chitarra, armonica), Michele Tani (voci, piano, basso) e Matteo De Angeli (voce, chitarre, slide, banjo).





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venerdì 5 novembre 2010

“La Mia Prima Guerra Fredda Ep” nuovo disco dei MiSaCheNevica


MiSaCheNevica


"La Mia Prima Guerra Fredda Ep"

ETICHETTA; Dischi Soviet Studio

DISTRIBUZIONE; iMusician

DATA DI USCITA; 26 novembre



Il primo Ep dei MiSaCheNevica, in uscita per la Dischi Soviet Studio, chiarisce fin da subito gli intenti della band.

Si percepisce la voglia di staccarsi dal modello "British cantato in Italiano". Le sonorità sono più aspre e taglienti rispetto alla band madre, quei Disfunzione (sciolti nel gennaio 2009) dai quali provengono Walter (voce, chitarra e compositore dei MSCN) e Antonio (batteria, percussioni, cori) e i brani invece di ricordare i Radiohead degli inizi, o i Coldplay piuttosto che gli Suede, assomigliano di più a dei Libertines che cercano di eseguire pezzi alla Belle and Sebastian.

A volte, forse per qualche cadenza ritmica e lo storytelling dei brani si respira aria di folk, un folk impregnato di eighties però...gli ottanta di quelli che continuavano ad usare le chitarre.

Tutti questi riferimenti, anche distanti tra loro, si fondono con naturalezza nei MiSaCheNevica, creando delle canzoni dalle architetture semplici ma solide, dove una voce spesso ricca di pathos racconta neanche tanto implicitamente cosa significhi per dei ragazzi veneti amare la musica del diavolo e di conseguenza venire considerati "inutili" e non al passo con la mentalità produttiva del nord-est Italia.

Spesso i personaggi che popolano le canzoni dei MiSaCheNevica non si trovano a proprio agio nell'ambiente che li circonda, e faticano a capire le ragioni di certe paure, di certi "trattamenti speciali" ricevuti dagli esseri più deboli, che a loro volta vengono inglobati dal cinismo e dall'ipocrisia generale.

Che sia un vampiro, un tossico maltrattato in carcere, una vittima del sistema il/la protagonista dei brani si pone domande, ha la forza di riconoscere la situazione, ma non ha ancora soluzioni o risposte.





Biografia

I MiSaCheNevica sono Walter Zanon, Antonio Marco Miotti e Marco Amore. I primi due provengono dai disciolti Disfunzione; il terzo milita negli Zoo. Ai MiSaCheNevica piacerebbe scrivere dei pezzi memorabili come quelli dei Beatles, ma purtroppo non ne sono capaci; si accontentano quindi di proporre una sfavillante brodetta pop e contropop con testi in italiano. “ Cosa fanno un medico, un allevatore e un magazziniere stipati in una stanza a pochi centimetri di distanza uno dall’altro? …le prove dei MiSaCheNevica.” “Ci sono un portoghese, un venezuelano, e un terrone che fumano copiosamente fuori da un bar…dove siamo? Ad un pre/post concerto dei MiSaCheNevica.



Influenze

The Replacements, Jay Reatard, Dischi Soviet Studio, la new wave, Layne Stanley, il folk e le bretelle, John Lennon, il twee pop, le riot Grrrl, Valentina Dorme, gli ormoni, il garage rock, il tempo e le stagioni, i Disfunzione e gli Zoo, la Slumberland Records, l’amore, Andrea Cecchin, il fumo, il surf senza acqua e senza tavola, Robert Smith che gioca nudo a tennis…da solo, l’odio per il razzismo, quelli che suonavano con le chitarre negli anni 80, Pepe-Gigi-Ernie-Pablito (otto per gli amici), Kurt Cobain, Pet Sounds, la storia dei Minuteman, la Pearl, i capelli dei Ramones, i Ramones…e la speranza che almeno una volta all’anno nevichi nel nostro grigio angolino di veneto, così che al risveglio, almeno per 5 secondi il posto dove vivi possa sembrarti una stupenda distesa bianca.



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mercoledì 3 novembre 2010

“Il Giorno dell’assenza”: il nuovo disco dei Love In Elevator


Sono nati come una band quasi tutta al femminile (3 su 4)


Con uno sguardo al rumore sonico degli anni 90

Ora, con la fine degli anni 00

Love In Elevator diventa qualcos’altro

Non più solo testi in inglese ma anche in italiano

Un trio composto da Anna (fondatrice storica della band), Christian Biscaro e Roberto Olivotto

E un suono, quello de “IL GIORNO DELL’ASSENZA”, curato in fase di produzione da Marco Fasolo di Jennifer Gentle

Il risultato? Spiazzante… diversissimo dai dischi precedenti… Brillante… DA NON PERDERE!!





LOVE IN ELEVATOR

IL GIORNO DELL’ASSENZA



Etichetta; Epic & Fantasy

Distribuzione: Go Down/Audioglobe

Uscita venerdì 12 novembre



www.myspace.com/amoreinascensore



Si apre un nuovo corso per la band veneta. Già con Re-pulsion del 2008 si era visto un cambio di marcia. Vuoi perché da quartetto erano diventati un power trio. Vuoi perché non era più un gruppo di donne (con un solo elemento maschile). Ora assistiamo a un ulteriore smarcamento.

Il risultato è brillante, estatico. A tratti una sorta di shoegazer sound incattivito da riff e cambi di umore e di marcia che fanno di questo album una continua sorpresa.



note sul disco

Prodotto da Marco Fasolo e Love in Elevator.

Registrato e mixato interamente in analogico da Marco Fasolo durante l'estate 2010 presso l'Ectoplasmic Studio di Polesella (RO)

Musiche: Love in Elevator. Testi: Anna Carazzai, eccetto "Mancubus", di Christian Biscaro, e "Bulletto" di Anna Carazzai e Anna Giulia Volpato

Ospiti in studio: Nicola Manzan violino in "Dune" e freak solo di violino in "Consigli d'un Bruco"; Tommaso Sogne violino in "Dune"; Luca Ferrari percussioni in "Dune";

Anna Giulia Volpato voce in "Bulletto"; Marco Fasolo freak solo di chitarra in "Consigli d'un Bruco".

biografia

Nati a Venezia nel 2001, i Love In Elevator esordiscono nel 2004 con l’ep “Venoma”, pubblicato dall’etichetta indipendente Jestrai. Segue un lungo tour che dai piccoli club li porta ad essere invitati in festival prestigiosi, come il Rock In Idro del 2005 (che vede come headliner The Hives, Juliette Lewis e Turbonegro). A inizio 2005 la band torna in studio per realizzare il primo full-length “Sue Me”, che viene accolto molto positivamente dalla stampa specializzata.



Dopo un periodo burrascoso che li porta a cambiare formazione, i Love in Elevator tornano nel 2009 con un nuovo disco, intitolato “Re Pulsion”. Registrato tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, con la collaborazione di Franz Valente (Teatro degli Orrori e One Dimensional Man) alla batteria, si snoda attraverso 8 brani in inglese, realizzati con un’attitudine debitrice della scena indie americana degli anni ’90. Un sound che pulsa di amore e odio, obliquo ma deciso, tra noise rock e alternative.

Ad arricchire il progetto le collaborazioni con due dei migliori musicisti della scena rock italiana: Luca Ferrari (Verdena) e Andrea Garbo (Jennifer Gentle).



Nell’ottobre 2009 i Love in Elevator sono scelti per aprire le tre date italiani dei Mudhoney, storica band del grunge americano. Nel novembre dello stesso anno presentano inoltre il bellissimo video della canzone “2:20”, uno dei brani migliori dell’album “Re Pulsion”.

Leggi qui la biografia completa

http://www.lunatik-ftp.it/dati/LOVE_IN_ELEVATOR/bio_love_in_elevator.pdf





Epic&Fantasy è una nuova etichetta discografica e il disco dei LOVE IN ELEVATOR è la prima produzione discografica con distribuzione in Italia Go Down/Audioglobe e il disco sarà distribuito anche su I-TUNES.

Promuoveremo la band anche all'estero, specialmente dove risiedono le sedi Epic&Fantasy (Austria, Germania, Spagna, Francia e in Canada), contando dunque su un supporto logistico e promozionale già attivo nei Paesi elencati.



ufficio stampa Lunatik – 035 4421177

Ecco il nuovo disco degli Alcool Etilico


ALCOOL ETILICO
Alcool etilico
etichetta; EnZone
distribuzione; Audioglobe
data di uscita 12 novembre
Sono in sei. Hanno una passione smodata per la musica…. E la suonano da parecchio tempo…Lontani da tutto, nell'isola di Lipari. Nel corso degli anni (la band si è formata nel 1996) hanno cambiato diverse line up. Qualcuno se n’è andato sul continente.. Qualcuno ha perso per strada quel “fuoco” creativo che ha invece permesso ai sei attuali componenti di A.E. di andare avanti e arrivare alla pubblicazione di questo disco. Un album, come lo definiscono loro stessi, di rock alternativo con sprazzi melodici. I giochi chitarristici, come nella migliore tradizione rock, sono al centro dell'attenzione e la catalizzano, ma senza mai esserne parte protagonista in assoluto. Magistralmente supportati dal sostegno inscindibile di batteria, basso e tastiere gli Alcool Etilico sanno sfruttare al massimo la loro intelligenza musicale mettendola al servizio dell'ispirazione del frontman.
Nel disco c’è una bellezza ipnotica di fondo dettata dalla perfetta miscela tra dolcezza e asprezza. Ci si sofferma sulla freschezza di "ANNI '70" dove la nostalgia dei tempi che furono i più rappresentativi per la musica rock si fa impagabile. Poi ci si lascia avvolgere dal calore di "SCENDE IL SERENO" o alle psichedeliche armonie di "DENTRO CASA" che un pò ricorda lo stile DOORS. La cupa profondità di "DISTRATTO TRA LA VEGLIA E LA RAGIONE" s'immerge dentro al sogno visionario sfiorando la realtà, arrivando così alla sobria aggressività di "IN VINO VERITAS". Infine per non farsi mancare nulla ed uscire un pò dagli schemi gli Alcool Etilico pensano anche a "NALA" un tango-rock melodico ed espressivo.
Tutte le tracce strumentali e di voce sono state registrate nella sala prove della band (divenuta definitivamente dimora stabile), mentre la batteria e i missaggi finali si completarono nello studio "Eye&Eaer", di Giuseppe Barbera(Fiumedinisi). La post-produzione è stata realizzata presso lo studio "Massive Arts" di Milano. EnZone records è l’etichetta guidata da Giuseppe Barbera che ha fatto chiudere il cerchio e ha reso possibile l'uscita del disco.
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