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"La monotonia dei giorni
comuni"
Be Next Music / Universal
ASCOLTA IL DISCO: https://benext.lnk.to/monotonia
Passato e presente si incontrano in "La monotonia dei giorni
comuni", il nuovo album degli Anima Nera che raccoglie sei singoli già
pubblicati e due brani inediti, ampliando il percorso musicale della band senza
tradirne l'essenza.
Il quartetto milanese, nato nel 2013, ha scelto fin dagli esordi di
dedicarsi solo alla musica originale, fondendo rock e canzone d'autore in un
sound riconoscibile e diretto.
Guida ai brani: "Musica" apre l'album celebrando la sensualità tra
rock e funk. "Dorian Gray" critica l'ossessione per l'apparenza
perfetta sui social. "Cani Randagi" denuncia la violenza contro chi
vive ai margini. L'inedito "Se non adesso quando" spinge a cogliere
l'attimo. "Per Te" racconta un amore mai davvero finito,
"Dea" un amore che consuma. "Bambina" celebra la gioia
semplice, "Ombre Rosse" chiude tra prog e malinconia.
SMOKEY GUNNER
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Ascoltato per intero, “Love, Sex &
Loneliness” racconta un vero e proprio arco emotivo. Si apre con “Better Days”,
manifesto di un atteggiamento nuovo verso il futuro dopo gli errori del
passato, e attraversa momenti di euforia, seduzione e perdita di controllo
prima di chiudersi con “Without You”, dove i sentimenti cercano rifugio nella
musica per sfuggire al dolore di una relazione conclusa. Nel mezzo, “She Don’t
Care About Me” fotografa il momento in cui bisogna accettare che una storia sia
finita per potersi ricostruire, mentre “Kill Me” ribalta le aspettative
trasformando un apparente cedimento in una dichiarazione di resistenza: si può
essere feriti senza essere sconfitti. Gli Smokey Gunner raccontano queste
emozioni senza filtri, affidandosi a chitarre incisive e ritornelli memorabili,
con un’attitudine profondamente live che si percepisce anche nella scrittura.
Un disco che non cerca scorciatoie e che restituisce con onestà tutte le
contraddizioni di una relazione vissuta fino in fondo.
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L’Arcano Patavino
– Transcode
Qui puoi ascoltare
il disco in streaming
https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC
Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le
piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD.
Un’edizione limitata ricca di immagini.
I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica
convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita,
dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.
Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte
e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album
concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode
è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di
essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo
dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny
recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.
Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose
collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso
elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica
(Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L'amore sospeso,
Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).
Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al
Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna
con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.
BIOGRAFIA
L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010
con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso
lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.
Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da
Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la
produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con
archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le
quali Cristiano Godano, interprete di
Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista
storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da
ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album
del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano
Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.
A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano
Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e
registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato
(voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce
Transcode, dieci canzoni tra rock e
canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed
elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.
Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La
Danza e Terlundana.
L’INTERVISTA
D1: Transcode cita implicitamente molte tradizioni musicali.
Quali sono i vostri riferimenti più
onesti?
R: Siamo entrambi appassionati di musica a 360 gradi,
potremmo risponderti Puccini, Battisti,
The Doors, ma sono tre dei trecento nomi del nostro panteon.
D2: Il groove de La danza ha qualcosa di teutonico, come lo
definite voi stessi. Krautrock? Disco?
Entrambi?
R: Assolutamente. Per noi, il rigore seriale dei Kraftwerk è
il punto di riferimento solido per
qualsiasi approccio alla musica da ballo contemporanea, che,
di suo, naturalmente convive con
il funky mood degli Chic.
D3: C'è un album — di chiunque — che sentite vicino a
Transcode nello spirito, anche se non nel
suono?
R: Qualcosa che sta tra i Led Zeppelin e i Kraftwerk.
D4: La tradizione popolare era al centro del primo album.
Quanto è ancora presente, in forma
diversa, in Transcode?
R: Più che di tradizione D’Amore e di Devozione è un disco
di cultura popolare intesa alla maniera
americana di J. Mitchel, di B. Dylan. Noi viviamo il nostro
territorio con i suoi limiti e le sue
bellezze e i testi di Transcode, anche se non tutti in
lingua dialettale - dopotutto noi non parliamo
sempre in dialetto - raccontano in maniera implicita e
simbolica tutto questo.
D5: Donato, com'è cambiato il vostro approccio vocale da
D'Amore e di Devozione a Transcode?
R: L’interpretazione dei brani di D’Amore e di Devozione è
stata un'operazione molto filologica,
frutto di studi in ambito etnomusicologico e linguistico. Ho
fatto mio quel modo di cantare e l’ho
riproposto nel disco mescolandolo al mio background
musicale, senza forzature e senza
nostalgie storiche. Per Transcode, invece, ho dovuto dar
vita a un’anima nuova, quella di Johnny,
che presenta tanti caratteri, molti antitetici. È stato un
lavoro introspettivo profondo.D6: Matteo, pianista e compositore: come
convivono queste due anime nel processo creativo?
R: Il mio processo creativo parte dall’idea di dar vita alla
canzone intesa come unità indissolubile
di musica e parole. In concreto, prendendo spunto da frasi o
da immagini che annoto e
improvvisando al pianoforte, lascio che l’inconscio
suggerisca liberamente il nucleo della
canzone. Successivamente diventa un lavoro di limatura, di
aggiustamenti dell’idea di partenza.
D7: Un consiglio di ascolto per chi vuole capire meglio
Transcode.
R: Semplicemente riscoprire l’antica pratica dell’ascolto.
Lasciarsi andare al flusso sonoro per
ricostruire il proprio senso delle canzoni.
ILENIA MARZANO
I
Am Done Conforming
Registrato
e Mixato Presso CREATIVA MUSIC
https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA
I Am Done Conforming non è un album di risposte. È un album di domande
fatte con precisione. Ilenia Marzano, cantautrice romana al suo debutto
discografico in lingua inglese, non offre soluzioni né slogan facili:
costruisce invece una narrazione che accompagna l'ascoltatore attraverso il
tempo della metamorfosi — quel momento in cui le strutture del passato hanno
cessato di contenere ciò che siamo, mentre ciò che verrà non è ancora del tutto
visibile.
Il disco, edito da Creativa Music e in uscita il 22 giugno 2026, è
realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega. La lunga gestazione del
progetto — anni di appunti, intuizioni, brani che hanno cambiato forma molte
volte prima di raggiungere la versione definitiva — si traduce in una qualità
rara: ogni traccia ha la densità di qualcosa che è stato vissuto prima di
essere scritto.
Il percorso di Ilenia Marzano precede questo disco di vent'anni. La prima
esibizione a Gallodoro-Taormina con il Cet di Mogol a dodici anni, gli studi al
Saint Louis College of Music, la laurea in Canto Pop nel 2021, la Soul Train
Orchestra, il palco dell'Eliseo con Fabrizio Bosso, i concerti estivi tra
Positano e Ravello, le collaborazioni televisive e radiofoniche, l'insegnamento
del canto: tutto questo non si vede direttamente nel disco, ma si avverte
nell'approccio — nella competenza che non ha bisogno di essere dimostrata.
Take It apre con un gesto di sottrazione: la protagonista toglie la
propria presenza a chi non la merita. "I'm a woman, I am Roman, not an
angel, not a demon / I keep swinging back and forth, that's what makes me a
human." Il rifiuto delle caricature è il gesto fondante dell'intero album:
né idealizzata né demonizzata, semplicemente umana. Don't Fall in Love
costruisce l'addio come una cerimonia: festosa, malinconica, necessaria. Non
c'è cinismo — c'è il rispetto di chi sceglie di andarsene prima di deludere.
I Can Feel porta la coscienza in primo piano: la comprensione tardiva di
una perdita, il passaggio dalla nostalgia alla conoscenza. "But then one
day I understood the cause of my pain." Separation offre la rottura vista
da entrambi i lati: chi se ne va e chi viene lasciato parlano alternandosi,
distribuendo la responsabilità senza assegnare colpe. "However you're my
dear friend / And I know you deserve all the best, yes." Una separazione
adulta.
May Live è la pausa del respiro: "May I live there once again? / I
will be on the right path." Le immagini delle nuvole, della pioggia e
dell'arcobaleno non sono ornamenti consolatori: traducono l'idea che la
sofferenza appartiene a un ciclo, non a una condanna. La title track è il
manifesto: "I'm done conforming / I'm more than beauty." Il disco non
si ferma all'affermazione personale: Babylon porta tutto nel sociale,
nell'incomunicabilità di una società dove "Everybody is on the move"
e la Stele di Rosetta non basta più.
No More costruisce la forza attraverso la ripetizione. "No more no
more you won't make me suffer for love / and I know for sure I'll make
something good." Il dolore non viene negato: viene trasformato. Tilting at
Windmills guarda con compassione al guerriero che ha combattuto battaglie
impossibili. Blue Drapes chiude il disco con un paesaggio sonoro denso —
progressive rock, deserti, veggenti, cicatrici come segni di storie già
vissute. "What you learn along the way is more precious than the
destination."
Un debutto che non dimentica da dove viene e sa esattamente dove vuole
andare.