domenica 11 ottobre 2026

 

TEMPORALI presentano VIOLENZA E SENTIMENTO.. Roble Records

https://open.spotify.com/intl-it/album/4aWYJmAty1M4UBRF2kGHLL?si=w7cZDy8mRo-ZWWnuGK1HWg




La parte centrale di Violenza e sentimento, disco d'esordio dei Temporali, è quella in cui il concetto che dà il titolo all'album trova le sue immagini più nitide. Dai parla del dolore dell'assenza, di quello che rimane quando qualcuno non è più accanto a noi, ma anche della forza dei ricordi e dei legami che continuano a esistere oltre la separazione: un brano sulla perdita che non cerca consolazioni facili. Ragazza pulp racconta invece paura, ossessione e violenza attraverso la storia di una persona privata della propria libertà dallo sguardo malato di qualcun altro, un tema di fragilità e sopravvivenza reso con immagini quasi fisiche: "tieni nuovo un cuore chiuso a metà, verde teme il gioco, ragazza un po' pulp", fino al ritornello scandito "corri, nuota, schiva" che diventa quasi un'istruzione per salvarsi. Un fiore chiude idealmente questo trittico con una canzone sulla capacità di resistere quando la vita mette davanti a ostacoli difficili da superare, attraversando il dolore e la paura per arrivare alla possibilità di rinascere, anche quando sembra impossibile: "così nessuno saprà" ripete il testo, come un segreto che protegge e insieme isola. Tre canzoni, tre modi diversi di raccontare cosa resta di una persona dopo essere stata ferita, e come si trova comunque la forza di continuare ad andare avanti, tema che attraversa tutto il disco dei Temporali con una coerenza rara per un gruppo al primo album, sostenuta da un impasto sonoro che non abbandona mai la tensione. Un centro disco che, da solo, giustificherebbe l'ascolto dell'intero album, e che anticipa bene la parte finale, ancora più intensa.

 

rosewood — "vero hustler"

Label: Sorry Mom!

Ascolta: https://orcd.co/rosewood-verohustler



Cinque brani da un minuto, cinque linguaggi musicali e un unico racconto: "vero hustler" è il nuovo EP di rosewood, progetto nato per il linguaggio rapido dei social media e poi riunito in un unico lavoro sulle piattaforme digitali e dal punto di vista audiovisivo, con un video concept che intreccia le cinque dimensioni visive a quelle musicali.

Classe 1996, rosewood mescola chitarre, beat ed elettronica raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia e rabbia sociale, usando i generi come possibilità e non come confini. A tenere insieme il progetto è la ricerca costante di autenticità in una realtà precaria e spesso costruita sull'apparenza, come racconta bene "hustler", title track e nucleo concettuale dell'EP, dove il "vero hustler" è chi, soffocato dai propri drammi, continua comunque a spingere senza fingere di essere qualcun altro.

Il disco alterna momenti diversi: l'autoritratto old school hip hop di "1996", il racconto ironico dell'ansia quotidiana di "sfighe" tra chillout e lo-fi, l'energia fisica e liberatoria di "up!" tra cassa dritta e hard techno, fino al finale pop punk e vulnerabile di "ricordi?", dove lo sguardo, dopo aver osservato il mondo esterno, torna inevitabilmente su se stessi.

Negli anni rosewood ha suonato a Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Willie Peyote, Nitro e Bassi Maestro.

 

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giovedì 8 ottobre 2026

 


SKW – "Live at Whisky a Go Go" | Label: Sorry Mom!/Be Next Music
Ascolta il disco: https://benext.lnk.to/liveatwhiskyagogo




Dopo anni di carriera, dischi, palchi e chilometri condivisi, gli SKW hanno deciso di fermare il tempo in un luogo simbolo della storia rock mondiale. Il risultato è "Live at Whisky a Go Go", sette brani che raccontano la serata del 13 febbraio 2026 e mettono in primo piano lo scambio con il pubblico. Qui la band mostra le diverse sfumature della propria scrittura: la spinta di "Inside Out", pensata per il palco, la festa di "Face to Face, Heart to Heart", il ritornello aperto di "Infinite Game". Tutto in una produzione, curata da Frank Andiver, che non ammorbidisce i riff. La storia degli SKW comincia a Milano nel 1989; la formazione con Marco Laratro, Simone Anaclerio, Mirko Voltan e Giancarlo Piras è la stessa dal 1996. Tra i momenti chiave, il contratto con Adrenaline Records dopo "Techno-Logical", i tour in Italia e all'estero, l'apertura ai Fear Factory a Milano e ora l'esperienza americana. Un disco che funziona come documento e come ascolto, e che lascia curiosità per il documentario in arrivo a ottobre.

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sabato 26 settembre 2026

 

HEAVY-CO.CO

“Amara Galera”

ASCOLTA "AMARA GALERA”!

 

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GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=xjRn9ha00eg

 

UN BRANO INTIMO E MALINCONICO CHE RACCONTA LA CONSAPEVOLEZZA DELLA FINE DI UNA RELAZIONE

 

“Amara Galera” è il nuovo singolo degli Heavy-Co.Co, un brano che mostra un volto diverso della band e si allontana dalle atmosfere del precedente “Cicinin” per entrare in una dimensione più introspettiva e leggermente malinconica.

Ad accompagnare l’intero pezzo è un riff ricorrente che diventa una sorta di filo conduttore, guidando l’ascoltatore attraverso le emozioni e le immagini evocate dal testo. Una struttura che asseconda il carattere riflessivo della canzone e lascia spazio alle parole e al loro significato.

Al centro di “Amara Galera” c’è la consapevolezza della fine di una relazione. Quel momento in cui diventa sempre più difficile ignorare ciò che sta accadendo e ci si trova costretti a fare i conti con la conclusione di un legame che ha avuto un peso importante nella propria vita.

Le immagini del testo restituiscono in maniera diretta questa presa di coscienza, insieme alla difficoltà di accettare che qualcosa che sembrava destinato a durare possa invece arrivare alla fine.

Siamo davvero pronti ad ammettere che un legame importante sia terminato?

È intorno a questa domanda che si sviluppa “Amara Galera”, trasformando la fine di una relazione in un momento di confronto con se stessi e con ciò che resta quando diventa necessario lasciarsi qualcosa alle spalle.

 

 

 

La band nasce da un'idea dei fratelli Moschetti e prende forma nel 2019 con l'ingresso del batterista Stringari. Poco dopo alla formazione si aggiunge Luce come seconda chitarra, completando il primo assetto del gruppo.

Con il nome di Pandemia, la band registra quattro brani strumentali che verranno successivamente remixati da Tafuro, anche a causa dell'assenza di un cantante nella formazione iniziale.

Dopo un cambio di formazione nel gennaio 2026 la band avvia una collaborazione con l'agenzia Sorry Mom!, aprendo così una nuova fase del proprio percorso artistico.

 

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martedì 22 settembre 2026

                                                                       


 ANIMA NERA

"La monotonia dei giorni comuni"

Be Next Music / Universal

ASCOLTA IL DISCO: https://benext.lnk.to/monotonia

Passato e presente si incontrano in "La monotonia dei giorni comuni", il nuovo album degli Anima Nera che raccoglie sei singoli già pubblicati e due brani inediti, ampliando il percorso musicale della band senza tradirne l'essenza.

Il quartetto milanese, nato nel 2013, ha scelto fin dagli esordi di dedicarsi solo alla musica originale, fondendo rock e canzone d'autore in un sound riconoscibile e diretto.

Guida ai brani: "Musica" apre l'album celebrando la sensualità tra rock e funk. "Dorian Gray" critica l'ossessione per l'apparenza perfetta sui social. "Cani Randagi" denuncia la violenza contro chi vive ai margini. L'inedito "Se non adesso quando" spinge a cogliere l'attimo. "Per Te" racconta un amore mai davvero finito, "Dea" un amore che consuma. "Bambina" celebra la gioia semplice, "Ombre Rosse" chiude tra prog e malinconia.

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domenica 30 agosto 2026

 

SMOKEY GUNNER
“Love, Sex & Loneliness”
CPT Records

 




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Ascoltato per intero, “Love, Sex & Loneliness” racconta un vero e proprio arco emotivo. Si apre con “Better Days”, manifesto di un atteggiamento nuovo verso il futuro dopo gli errori del passato, e attraversa momenti di euforia, seduzione e perdita di controllo prima di chiudersi con “Without You”, dove i sentimenti cercano rifugio nella musica per sfuggire al dolore di una relazione conclusa. Nel mezzo, “She Don’t Care About Me” fotografa il momento in cui bisogna accettare che una storia sia finita per potersi ricostruire, mentre “Kill Me” ribalta le aspettative trasformando un apparente cedimento in una dichiarazione di resistenza: si può essere feriti senza essere sconfitti. Gli Smokey Gunner raccontano queste emozioni senza filtri, affidandosi a chitarre incisive e ritornelli memorabili, con un’attitudine profondamente live che si percepisce anche nella scrittura. Un disco che non cerca scorciatoie e che restituisce con onestà tutte le contraddizioni di una relazione vissuta fino in fondo.

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martedì 21 luglio 2026

 


L’Arcano Patavino – Transcode

Qui puoi ascoltare il disco in streaming

https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC

Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD. Un’edizione limitata ricca di immagini.

I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita, dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.

Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.

Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica (Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L'amore sospeso, Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).

Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.

BIOGRAFIA

L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010 con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.

Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le quali Cristiano Godano, interprete di

Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.

A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato (voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce Transcode, dieci canzoni tra rock e

canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.

Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La Danza e Terlundana.

 

L’INTERVISTA

 

D1: Transcode cita implicitamente molte tradizioni musicali. Quali sono i vostri riferimenti più

onesti?

R: Siamo entrambi appassionati di musica a 360 gradi, potremmo risponderti Puccini, Battisti,

The Doors, ma sono tre dei trecento nomi del nostro panteon.

D2: Il groove de La danza ha qualcosa di teutonico, come lo definite voi stessi. Krautrock? Disco?

Entrambi?

R: Assolutamente. Per noi, il rigore seriale dei Kraftwerk è il punto di riferimento solido per

qualsiasi approccio alla musica da ballo contemporanea, che, di suo, naturalmente convive con

il funky mood degli Chic.

D3: C'è un album — di chiunque — che sentite vicino a Transcode nello spirito, anche se non nel

suono?

R: Qualcosa che sta tra i Led Zeppelin e i Kraftwerk.

D4: La tradizione popolare era al centro del primo album. Quanto è ancora presente, in forma

diversa, in Transcode?

R: Più che di tradizione D’Amore e di Devozione è un disco di cultura popolare intesa alla maniera

americana di J. Mitchel, di B. Dylan. Noi viviamo il nostro territorio con i suoi limiti e le sue

bellezze e i testi di Transcode, anche se non tutti in lingua dialettale - dopotutto noi non parliamo

sempre in dialetto - raccontano in maniera implicita e simbolica tutto questo.

D5: Donato, com'è cambiato il vostro approccio vocale da D'Amore e di Devozione a Transcode?

R: L’interpretazione dei brani di D’Amore e di Devozione è stata un'operazione molto filologica,

frutto di studi in ambito etnomusicologico e linguistico. Ho fatto mio quel modo di cantare e l’ho

riproposto nel disco mescolandolo al mio background musicale, senza forzature e senza

nostalgie storiche. Per Transcode, invece, ho dovuto dar vita a un’anima nuova, quella di Johnny,

che presenta tanti caratteri, molti antitetici. È stato un lavoro introspettivo profondo.D6: Matteo, pianista e compositore: come convivono queste due anime nel processo creativo?

R: Il mio processo creativo parte dall’idea di dar vita alla canzone intesa come unità indissolubile

di musica e parole. In concreto, prendendo spunto da frasi o da immagini che annoto e

improvvisando al pianoforte, lascio che l’inconscio suggerisca liberamente il nucleo della

canzone. Successivamente diventa un lavoro di limatura, di aggiustamenti dell’idea di partenza.

D7: Un consiglio di ascolto per chi vuole capire meglio Transcode.

R: Semplicemente riscoprire l’antica pratica dell’ascolto. Lasciarsi andare al flusso sonoro per

ricostruire il proprio senso delle canzoni.