martedì 9 novembre 2010

Piccola Banda Brigante esordisce con il disco “Certi Ricordi”


Guarda in faccia alla tradizione cantautorale, al folk europeo e alla musica


popolare italiana e non solo il disco d’esordio di Piccola banda brigante

un disco in cui le coordinate musicali di riferimento

si mescolano in un incendiario esempio di modernità e divertimento sonoro,

che ha in sé molto dell’arte e poco dell’improvvisazione e si traduce in un approccio

da buskers, da animali da palco, da suonatori da strada incontenibili



P i c c o l a b a n d a B r i g a n t e

“Certi Ricordi”

loser's company records

www.myspace.com/antoniobrigante

data di uscita; 19 novembre

distribuzione; CD Baby



Debutto della folk band romagnola trascinata dall’istrionico Antonio Brigante, “Certi Ricordi” è il manifesto

sonoro del progetto Piccola banda Brigante in cui richiami alla tradizione cantautorale, al folk europeo e alla musica

popolare italiana e non solo, si mescolano in un incendiario esempio di modernità e divertimento sonoro, che ha in sé

molto dell’arte e poco dell’improvvisazione.

“Certi Ricordi” raccoglie nove fotografie, nove momenti di vita collettiva o personale che si mescolano con spunti di riflessione ed ironia... Brigante affascina con la sua voce beffarda ed avvolgente, nel racconto sonoro di ciò che

accade nel nostro paese. Tra temi scottanti e sarcasmo, la Piccola banda Brigante, con le proprie canzoni di vita reale della periferia e della provincia profonda, storie proletarie che in un certo senso danno il polso della nostra società, o almeno di quello strato di cui si parla poco alla televisione, rimanda ad una continuità con la tradizione italiana che passa da De Andrè e arriva a Capossela.

L'album “Certi Ricordi” viene pubblicato nell'esclusiva versione fisica limitata contenente il libretto con testi e crediti oltre alla traccia video del singolo "7:43" curato dal regista Daniele Quadrelli

L’Album dei Nashville Trio: correzioni e rivisitazioni di tutti i classici dei Police


Un trio che cerca di pagare tributo a un altro trio


Loro sono di Rimini… il trio a cui pagano tributo sono i POLICE

Tutti i classici dei POLICE riveduti e corretti da

NASHVILLE TRIO

L’ album

VOICES INSIDE MY HEAD

etichetta: CPSR PRODUZIONI

Distribuzione: VENUS

in uscita il 20 NOVEMBRE

Genere: West Cost Folk

Pensate a tre appassionati e navigati musicisti italiani con il “pallino” per una delle band che ha fatto la storia della musica rock negli 80; i Police. Pensate ai classici di Sting & C. riveduti e corretti con uno spirito che vaga tra il jazz, il blues e un’attitudine solare, che fa pensare alla west coast. Pensate a “Wrapped around your finger” con un sound jazzy, a “De do do…” con un’armonica country folk incastonata in una cornice sonora ariosa, chef a pensare all’Africa. Pensate a “So Lonely” in versione country folk. Immaginate i brani con un’attitudine che tende a prosciugare, a rendere minimalista l’impianto sonoro. Pensate a queste versioni del classici dei Police senza il supporto ritmico (la batteria non fa parte della line up del gruppo), con una propensione a far suonare il tutto come se fossero dei brani “a cappella” ma con chitarre e tastiere a fare da supporto alle melodie vocali. Tutto questo e altro ancora nel disco di Nashville Trio, ovvero Marcello Dolci (voci, chitarra, armonica), Michele Tani (voci, piano, basso) e Matteo De Angeli (voce, chitarre, slide, banjo).





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venerdì 5 novembre 2010

“La Mia Prima Guerra Fredda Ep” nuovo disco dei MiSaCheNevica


MiSaCheNevica


"La Mia Prima Guerra Fredda Ep"

ETICHETTA; Dischi Soviet Studio

DISTRIBUZIONE; iMusician

DATA DI USCITA; 26 novembre



Il primo Ep dei MiSaCheNevica, in uscita per la Dischi Soviet Studio, chiarisce fin da subito gli intenti della band.

Si percepisce la voglia di staccarsi dal modello "British cantato in Italiano". Le sonorità sono più aspre e taglienti rispetto alla band madre, quei Disfunzione (sciolti nel gennaio 2009) dai quali provengono Walter (voce, chitarra e compositore dei MSCN) e Antonio (batteria, percussioni, cori) e i brani invece di ricordare i Radiohead degli inizi, o i Coldplay piuttosto che gli Suede, assomigliano di più a dei Libertines che cercano di eseguire pezzi alla Belle and Sebastian.

A volte, forse per qualche cadenza ritmica e lo storytelling dei brani si respira aria di folk, un folk impregnato di eighties però...gli ottanta di quelli che continuavano ad usare le chitarre.

Tutti questi riferimenti, anche distanti tra loro, si fondono con naturalezza nei MiSaCheNevica, creando delle canzoni dalle architetture semplici ma solide, dove una voce spesso ricca di pathos racconta neanche tanto implicitamente cosa significhi per dei ragazzi veneti amare la musica del diavolo e di conseguenza venire considerati "inutili" e non al passo con la mentalità produttiva del nord-est Italia.

Spesso i personaggi che popolano le canzoni dei MiSaCheNevica non si trovano a proprio agio nell'ambiente che li circonda, e faticano a capire le ragioni di certe paure, di certi "trattamenti speciali" ricevuti dagli esseri più deboli, che a loro volta vengono inglobati dal cinismo e dall'ipocrisia generale.

Che sia un vampiro, un tossico maltrattato in carcere, una vittima del sistema il/la protagonista dei brani si pone domande, ha la forza di riconoscere la situazione, ma non ha ancora soluzioni o risposte.





Biografia

I MiSaCheNevica sono Walter Zanon, Antonio Marco Miotti e Marco Amore. I primi due provengono dai disciolti Disfunzione; il terzo milita negli Zoo. Ai MiSaCheNevica piacerebbe scrivere dei pezzi memorabili come quelli dei Beatles, ma purtroppo non ne sono capaci; si accontentano quindi di proporre una sfavillante brodetta pop e contropop con testi in italiano. “ Cosa fanno un medico, un allevatore e un magazziniere stipati in una stanza a pochi centimetri di distanza uno dall’altro? …le prove dei MiSaCheNevica.” “Ci sono un portoghese, un venezuelano, e un terrone che fumano copiosamente fuori da un bar…dove siamo? Ad un pre/post concerto dei MiSaCheNevica.



Influenze

The Replacements, Jay Reatard, Dischi Soviet Studio, la new wave, Layne Stanley, il folk e le bretelle, John Lennon, il twee pop, le riot Grrrl, Valentina Dorme, gli ormoni, il garage rock, il tempo e le stagioni, i Disfunzione e gli Zoo, la Slumberland Records, l’amore, Andrea Cecchin, il fumo, il surf senza acqua e senza tavola, Robert Smith che gioca nudo a tennis…da solo, l’odio per il razzismo, quelli che suonavano con le chitarre negli anni 80, Pepe-Gigi-Ernie-Pablito (otto per gli amici), Kurt Cobain, Pet Sounds, la storia dei Minuteman, la Pearl, i capelli dei Ramones, i Ramones…e la speranza che almeno una volta all’anno nevichi nel nostro grigio angolino di veneto, così che al risveglio, almeno per 5 secondi il posto dove vivi possa sembrarti una stupenda distesa bianca.



Ufficio promozione LUNATIK – 035 4421177

mercoledì 3 novembre 2010

“Il Giorno dell’assenza”: il nuovo disco dei Love In Elevator


Sono nati come una band quasi tutta al femminile (3 su 4)


Con uno sguardo al rumore sonico degli anni 90

Ora, con la fine degli anni 00

Love In Elevator diventa qualcos’altro

Non più solo testi in inglese ma anche in italiano

Un trio composto da Anna (fondatrice storica della band), Christian Biscaro e Roberto Olivotto

E un suono, quello de “IL GIORNO DELL’ASSENZA”, curato in fase di produzione da Marco Fasolo di Jennifer Gentle

Il risultato? Spiazzante… diversissimo dai dischi precedenti… Brillante… DA NON PERDERE!!





LOVE IN ELEVATOR

IL GIORNO DELL’ASSENZA



Etichetta; Epic & Fantasy

Distribuzione: Go Down/Audioglobe

Uscita venerdì 12 novembre



www.myspace.com/amoreinascensore



Si apre un nuovo corso per la band veneta. Già con Re-pulsion del 2008 si era visto un cambio di marcia. Vuoi perché da quartetto erano diventati un power trio. Vuoi perché non era più un gruppo di donne (con un solo elemento maschile). Ora assistiamo a un ulteriore smarcamento.

Il risultato è brillante, estatico. A tratti una sorta di shoegazer sound incattivito da riff e cambi di umore e di marcia che fanno di questo album una continua sorpresa.



note sul disco

Prodotto da Marco Fasolo e Love in Elevator.

Registrato e mixato interamente in analogico da Marco Fasolo durante l'estate 2010 presso l'Ectoplasmic Studio di Polesella (RO)

Musiche: Love in Elevator. Testi: Anna Carazzai, eccetto "Mancubus", di Christian Biscaro, e "Bulletto" di Anna Carazzai e Anna Giulia Volpato

Ospiti in studio: Nicola Manzan violino in "Dune" e freak solo di violino in "Consigli d'un Bruco"; Tommaso Sogne violino in "Dune"; Luca Ferrari percussioni in "Dune";

Anna Giulia Volpato voce in "Bulletto"; Marco Fasolo freak solo di chitarra in "Consigli d'un Bruco".

biografia

Nati a Venezia nel 2001, i Love In Elevator esordiscono nel 2004 con l’ep “Venoma”, pubblicato dall’etichetta indipendente Jestrai. Segue un lungo tour che dai piccoli club li porta ad essere invitati in festival prestigiosi, come il Rock In Idro del 2005 (che vede come headliner The Hives, Juliette Lewis e Turbonegro). A inizio 2005 la band torna in studio per realizzare il primo full-length “Sue Me”, che viene accolto molto positivamente dalla stampa specializzata.



Dopo un periodo burrascoso che li porta a cambiare formazione, i Love in Elevator tornano nel 2009 con un nuovo disco, intitolato “Re Pulsion”. Registrato tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, con la collaborazione di Franz Valente (Teatro degli Orrori e One Dimensional Man) alla batteria, si snoda attraverso 8 brani in inglese, realizzati con un’attitudine debitrice della scena indie americana degli anni ’90. Un sound che pulsa di amore e odio, obliquo ma deciso, tra noise rock e alternative.

Ad arricchire il progetto le collaborazioni con due dei migliori musicisti della scena rock italiana: Luca Ferrari (Verdena) e Andrea Garbo (Jennifer Gentle).



Nell’ottobre 2009 i Love in Elevator sono scelti per aprire le tre date italiani dei Mudhoney, storica band del grunge americano. Nel novembre dello stesso anno presentano inoltre il bellissimo video della canzone “2:20”, uno dei brani migliori dell’album “Re Pulsion”.

Leggi qui la biografia completa

http://www.lunatik-ftp.it/dati/LOVE_IN_ELEVATOR/bio_love_in_elevator.pdf





Epic&Fantasy è una nuova etichetta discografica e il disco dei LOVE IN ELEVATOR è la prima produzione discografica con distribuzione in Italia Go Down/Audioglobe e il disco sarà distribuito anche su I-TUNES.

Promuoveremo la band anche all'estero, specialmente dove risiedono le sedi Epic&Fantasy (Austria, Germania, Spagna, Francia e in Canada), contando dunque su un supporto logistico e promozionale già attivo nei Paesi elencati.



ufficio stampa Lunatik – 035 4421177

Ecco il nuovo disco degli Alcool Etilico


ALCOOL ETILICO
Alcool etilico
etichetta; EnZone
distribuzione; Audioglobe
data di uscita 12 novembre
Sono in sei. Hanno una passione smodata per la musica…. E la suonano da parecchio tempo…Lontani da tutto, nell'isola di Lipari. Nel corso degli anni (la band si è formata nel 1996) hanno cambiato diverse line up. Qualcuno se n’è andato sul continente.. Qualcuno ha perso per strada quel “fuoco” creativo che ha invece permesso ai sei attuali componenti di A.E. di andare avanti e arrivare alla pubblicazione di questo disco. Un album, come lo definiscono loro stessi, di rock alternativo con sprazzi melodici. I giochi chitarristici, come nella migliore tradizione rock, sono al centro dell'attenzione e la catalizzano, ma senza mai esserne parte protagonista in assoluto. Magistralmente supportati dal sostegno inscindibile di batteria, basso e tastiere gli Alcool Etilico sanno sfruttare al massimo la loro intelligenza musicale mettendola al servizio dell'ispirazione del frontman.
Nel disco c’è una bellezza ipnotica di fondo dettata dalla perfetta miscela tra dolcezza e asprezza. Ci si sofferma sulla freschezza di "ANNI '70" dove la nostalgia dei tempi che furono i più rappresentativi per la musica rock si fa impagabile. Poi ci si lascia avvolgere dal calore di "SCENDE IL SERENO" o alle psichedeliche armonie di "DENTRO CASA" che un pò ricorda lo stile DOORS. La cupa profondità di "DISTRATTO TRA LA VEGLIA E LA RAGIONE" s'immerge dentro al sogno visionario sfiorando la realtà, arrivando così alla sobria aggressività di "IN VINO VERITAS". Infine per non farsi mancare nulla ed uscire un pò dagli schemi gli Alcool Etilico pensano anche a "NALA" un tango-rock melodico ed espressivo.
Tutte le tracce strumentali e di voce sono state registrate nella sala prove della band (divenuta definitivamente dimora stabile), mentre la batteria e i missaggi finali si completarono nello studio "Eye&Eaer", di Giuseppe Barbera(Fiumedinisi). La post-produzione è stata realizzata presso lo studio "Massive Arts" di Milano. EnZone records è l’etichetta guidata da Giuseppe Barbera che ha fatto chiudere il cerchio e ha reso possibile l'uscita del disco.
Ufficio promozione LUNATIK – 035 4421177

venerdì 29 ottobre 2010

Le braghe corte presentano HEY HEY HEY, in uscita il 9 novembre per manialto! records

LE BRAGHE CORTE

HEY HEY HEY

Etichetta: Maninalto! Records
Distribuzione: Venus Dischi
Data di uscita: 09 Novembre 2010



 


Qualcuno se li ricorderà agli esordi, con la loro formula di power ska che piaceva a molti, soprattutto nei loro live set.

Qualcun altro avrà apprezzato la cover di un classico del pop americano (“These Boots Are Made For Walking” di Nancy Sinatra). Chi non se lo ricorda vada a vedersi il video; http://www.youtube.com/watch?v=kjtx8pwIX78.

Sarà per il “tiro” micidiale del brano, o per la bizzarra frequentazione con Rocco Siffredi (la porno star internazionale che fa da protagonista nel video), fatto sta che da allora c’è un bel po’ di gente che, tra passaggi su radio e tv nazionali, ha scoperto l’esistenza di questa big band rock con un debole per il swing e lo ska.

A distanza di tre anni la band ritorna con un nuovo album, dal titolo HEY HEY HEY.

E la prima cosa che si percepisce è quanto la band si sia evoluta dagli esordi (1997).

Già, perché Le Braghe Corte (per gli intimi LBC) con questo disco dimostrano di voler muoversi senza preclusioni di sorta.

C’è di tutto infatti in questo album; uno swing strumentale, una voce lirica, un brano che è una suite di tre canzoni diverse (come si usava fare negli anni 70).

C’è Piotta che “rappa” nel singolo (“Bullshit”).

Una cosa però è uguale al disco precedente… E non poteva essere altrimenti. Un guest come Rocco Siffredi non si poteva dimenticare.

La porno star ha dato il suo apporto anche questa volta, con ben due camei, a inizio e a fine disco.

I Trivision presentano "muoversi nel liquido": ascoltane un'anteprima

TRIVISION

MUOVERSI NEL LIQUIDO


 
Etichetta; Indeed! Records
Distribuizione; Halidon/Indiebox
Data di uscita; 2 novembre

Ascolta da qui un'anteprima del disco:
www.myspace.com/trivisionitaly



Trivision nasce con un’idea precisa; sviluppare musica inedita, una sorta di rock ipnotico/melodico da portare nelle esecuzioni live, dove la band, con il suo impatto sonoro, riesce a tradurre al meglio le sue finalità. Muoversi nel liquido, primo disco della band, riesce bene nell’intento di catturare l’energia del gruppo. Non avrebbe potuto essere altrimenti. I riff sono quasi sempre accattivanti e “bucano” lo spettro sonoro dell’ascoltatore. La musica fluttua con grande sapienza tra rock classico, metal, nu metal alla Deftones.

Riferimento non casuale, che porta chiaramente la band a una concezione di rock duro ma allo stesso tempo a melodie vocali da shoegazer inglesi. Una riuscitissima collisione di rumore e melodia. Da tenere d’occhio!