martedì 20 ottobre 2026

 


SKW – "Live at Whisky a Go Go" | Label: Sorry Mom!/Be Next Music

Ascolta il disco: https://benext.lnk.to/liveatwhiskyagogo

GUARDA UN ESTRATTO VIDEO DEL LIVE

https://www.youtube.com/watch?v=BzrOPrzaSwc&t=2s

INTRO AL DISCO

L’album “Live At Whisky A Go Go” nasce da uno dei momenti più significativi della storia recente degli SKW: il tour americano del 2026 e, in particolare, la notte del 13 febbraio sul palco del leggendario Whisky a Go Go di Los Angeles. Sette brani restituiscono la sequenza di quella serata, dall’intro di “Mindset”, che apre il concerto con una progressiva costruzione d’attesa, fino a “Humans”, scelto per chiudere il set con un ritornello affidato alle voci del pubblico. Nel mezzo trovano spazio il ritmo pulsante di “Amnesia”, il contrasto fra la durezza dei riff e le aperture melodiche di “Light”, la spinta compatta di “Inside Out”, il carattere più istintivo di “Face To Face, Heart To Heart” e la scrittura sincopata di “Infinite Game”, con i suoi cambi di passo e i ritornelli più aperti.

Un repertorio che, nella dimensione live, mette in primo piano lo scambio con il pubblico e le diverse sfumature della scrittura degli SKW.

Dopo anni di carriera, dischi, palchi e chilometri condivisi, la band ha scelto di fissare quella serata in un live album registrato in uno dei luoghi simbolo della storia rock mondiale. Quattro musicisti, un viaggio dall’altra parte dell’oceano, una crew diventata famiglia e un concerto vissuto fino all’ultima nota compongono il contesto da cui prende forma “Live At Whisky A Go Go”.

L’audio, registrato professionalmente, è stato prodotto e mixato da Frank Andiver, che ha curato anche il mastering. La registrazione conserva il carattere della performance senza rinunciare alla definizione del suono, lasciando emergere riff, ritmiche, aperture melodiche e voci del pubblico.

L’INTERVISTA

RISPONDE MARK LARRY (voce)

1. Quattro date tra California e Nevada: com'è stato organizzare il tour americano?

Il grosso del lavoro organizzativo l'ha fatto Simone, il chitarrista. Ormai nella band siamo abituati a sapere che dietro a tutte le situazioni c'è lui e, proprio per questo, eravamo abbastanza tranquilli sul fatto che tutto sarebbe filato liscio. Quando però ti confronti davvero con la macchina organizzativa di un tour del genere, ti rendi conto di quante cose ci siano dietro anche a ciò che, da fuori, sembra semplice: un backline, una scaletta, un soundcheck, un orario da rispettare, uno spostamento.

Dietro ognuno di questi dettagli ci sono una quantità enorme di telefonate, mail, messaggi e WhatsApp. Simone riesce a tenere tutto sotto controllo con una pazienza e una precisione che, sinceramente, per noi sono diventate quasi parte del DNA della band. Noi arriviamo e suoniamo; lui, molto spesso, ha già combattuto cento battaglie prima ancora che noi ce ne accorgessimo.

2. Che atmosfera c'era nel backstage del Whisky a Go Go prima dell'inizio del concerto?

Per me è stata un'emozione particolare perché al Whisky ci ero già stato anni prima con un altro progetto, ma in quel caso ero lì come turnista. Conoscevo già quegli spazi e ricordo benissimo che, già allora, mi ero detto quanto sarebbe stato bello poter tornare un giorno con la mia band.

Quando poi questa possibilità è diventata reale, è stato un po' come vedere concretizzarsi una promessa che avevo fatto a me stesso anni prima. L'atmosfera nel backstage era elettrica, ma personalmente c'era anche una sensazione molto forte di ritorno e di compimento: conoscevo già quel luogo, ma questa volta lo stavo vivendo davvero con i miei fratelli.

3. Quali sono state le differenze più evidenti tra il pubblico italiano e quello americano?

Alla fine, in termini di energia e trasporto, non credo ci sia una differenza così grande. Probabilmente il pubblico americano è un po' più abituato a sonorità come le nostre e quindi, almeno all'inizio, tende a lasciarsi coinvolgere più facilmente.

Ma una volta che riesci a creare quella connessione tra palco e pubblico, le differenze si assottigliano moltissimo. Quando scatta davvero lo scambio di energia, non esistono più lingua, provenienza o abitudini diverse: resta solo quello che succede in quel momento tra chi è sul palco e chi è davanti.

4. In che modo è nato il videoclip di “Augmented Humanity” con Marco Bazzi nel deserto del Joshua Tree?

Il concept visivo è nato soprattutto da Marco Bazzi, che vive proprio da quelle parti con sua moglie e conosce molto bene il territorio. Aveva già individuato gli spot giusti, gli orari migliori della giornata, le luci, i colori e il tipo di atmosfera che voleva ottenere.

Nei mesi precedenti abbiamo lavorato insieme per dare al concept un senso più completo e soprattutto per creare un filo conduttore che fosse coerente con il significato della canzone. Poi, per quanto riguarda la scelta delle location esterne, i setting, la luce e l'impostazione cromatica, il merito è praticamente tutto suo.

5. Dopo l'apertura ai Fear Factory, cosa significa per voi tornare a confrontarvi con quel mondo?

Aprire per i Fear Factory è stata un'esperienza molto emozionante e sicuramente una delle tappe importanti del nostro percorso. Abbiamo avuto la possibilità di condividere il palco con musicisti che hanno fatto la storia di quel tipo di musica e ci siamo goduti anche tutto quello che succede intorno al concerto, compresi i momenti nel backstage.

In particolare è stato molto bello poter passare del tempo e confrontarci con Milo e Dino Cazares. Sono esperienze che ti danno visibilità, ma soprattutto ti lasciano qualcosa dal punto di vista umano e musicale.

Detto questo, per noi resta una tappa, non un punto d'arrivo. Finita una serata così, torniamo comunque a concentrarci sul nostro percorso, cercando nuove opportunità e continuando a proporre la nostra identità e la nostra musica.

6. Quali sono i prossimi progetti dopo il live?

La prima cosa che vogliamo fare è dare il giusto spazio a questo live. Per noi rappresenta davvero il coronamento di tanti anni di carriera, perché finalmente riusciamo a mettere su un disco quello che sono gli SKW nella loro dimensione più naturale: il palco.

È un risultato a cui teniamo molto, quindi nei prossimi mesi faremo alcuni concerti per promuovere questa uscita e continuare a darle vita dal vivo. Poi, una volta chiuso questo ciclo, torneremo a lavorare sulla scrittura di nuovo materiale con l'obiettivo di costruire il prossimo album di inediti.

 

BIOGRAFIA

Gli SKW nascono a Milano nel 1989 con il nome Skywalker. La formazione attuale, stabile dal 1996, è composta da Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria).

Dopo i primi demo e una crescente attività live, nel 1998 la band cambia nome in SKW e pubblica “Techno-Logical”, album che apre alla dimensione internazionale e porta a un contratto con Adrenaline Records e a una distribuzione mondiale.

Negli anni successivi pubblicano “Connection” (2000), “Alter Ego” (2005), “Signs” (2014) e numerosi tour in Italia e all’estero, compresi Russia e Ucraina. Nel percorso la band condivide il palco con artisti come Soulfly, Amorphis e The Haunted.

Nel 2022 gli SKW tornano con “Mindset”, seguito nel 2023 da “Inside Out” con Alteria, “Humans”, dalla cover “Face to Face, Heart to Heart” e da “Infinite Game”, il cui videoclip viene presentato in anteprima su Sky TG24.

Il 19 gennaio 2024 esce “Humans” per Sorry Mom!/Be Next Music, distribuito da Universal. Dall’album arrivano anche “Voice of Fear” e “Reversal”, accompagnato da un videoclip horror realizzato con VIVAFX.

Nel 2025 gli SKW aprono a Milano il concerto dei Fear Factory per il tour dedicato ai trent’anni di Demanufacture.

Nel febbraio 2026 la band porta la propria musica negli Stati Uniti con quattro date tra California e Nevada. Nel deserto del Joshua Tree realizza con il regista Marco Bazzi il videoclip di “Augmented Humanity”, pubblicato come singolo nel maggio 2026.

A settembre 2026 arriva “Live at Whisky a Go Go”, primo album live ufficiale degli SKW, registrato nel celebre locale di Los Angeles. Il documentario video dedicato alla performance è previsto per ottobre 2026.

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