martedì 22 settembre 2009

Stereoplastica, la new wave di "Eleven".


Una lunga gavetta, prima come cover band e poi con i nomi di Upside Fancy Stereo e Viola Maldita, per i vercellesi Stereo Plastica, che arrivano all’esordio vero e proprio con questo “Eleven”, prodotto da Fabrizio Chiapello (già al lavoro con artisti come Baustelle e Subsonica). Il titolo rimanda agli undici anni intercorsi dalla fondazione della band, e alle undici canzoni contenute nell’album, dai riferimenti esplicitamente brit (in particolare alla “Plastic Soul Music” di David Bowie, ma anche ai più contemporanei Arctic Monkeys).

Interamente cantato in inglese, “Eleven” è un disco dal sapore internazionale, dove la new wave di seconda generazione si impone con i suoi riff incendiari, e dove le ritmiche strizzano l’occhio al funk e a una disco “bastardizzata”, simile a quella dei Franz Ferdinand e dei Gossip. Da segnalare l’ottima performance del cantante Raffaello Camanzo, perfettamente a suo agio nel ruolo del londinese nato per caso in Piemonte.


www.myspace.com/stereoplastica

venerdì 18 settembre 2009

"R+R", Scotch Ale. Spazio ai giovanissimi


Arriva il nuovo album degli Scotch Ale, “R+R”: 10 tracce pop & roll di grande impatto, tra cui il fortunato singolo “Vita Col Top”, che ha anticipato l’uscita del lavoro. “R+R” è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’importante produttore Fabrizio Grossi (che ha lavorato, tra gli altri, con Slash dei Guns’n’Roses, John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers e Glenn Hughes dei Deep Purple) e vede al suo interno la partecipazione di altri top producers come Steve Lyon (nel suo curriculum produzioni dei Depeche Mode, Cure, Subsonica, Paul Mc Cartney e Laura Pausini) e Daniele Persoglio (già al lavoro con Finley e Punkreas).
Nati solo nel 2008, i trevigiani Scotch Ale propongono un’interessante miscela di pop e rock and roll, che si unisce a mai banali testi in italiano e inglese. Dopo nemmeno un anno e mezzo, la band si trova già alle spalle l’accesso alle fasi finali di concorsi come Italia Wave e Gbob,  una presenza sul palco del Teatro Ariston grazie a sanremo.59, con il brano “Non sei quella che vorrei”, la cessione del “movie edit” di “Close my eyes”, versione inglese di “Vita (col) top” per la "Paramount Pictures" di Hollywood e recentemente la vittoria del concorso “Note a Pennello” per il “miglior inedito”, con il brano “Brivido”, che sarà anche il prossimo singolo.
Dal sito degli Scotch Ale è possibile scaricare gratuitamente “Seconda Chance”, b-side dell’album “R+R”.

Questo l’indirizzo per scaricare il brano: http://www.scotchaleband.com/secondachance.zip


mercoledì 16 settembre 2009

Roots Connection, nuovo album "Animystic". Se ancora non l'avete ascoltato, fatelo senza esitazioni ;)

La storia dei Roots Connection non può che iniziare da una fine.
Enrico Micheletti, voce, corde e anima del gruppo è scomparso il 4 dicembre 2008. Le sue ceneri sparse nel Mar Tirreno, le sue ultime note, le sue definitive parole affidate ad un ultimo toccante album “Animystic”.
I suoi 57 anni Enrico li ha spesi tutti su assoli, scale, armonie e riff tesi al raggiungimento dell'essenziale, a creare un unico primordiale suono. Anni in cui mai si è placata la voglia di sperimentare, di conoscere le possibilità timbriche ed espressive della chitarra dobro e del sitar. Anni in cui la voce si è incattivita su oscurità blues o si è addolcita su ballads. Una vita randagia, quella di Enrico, tra la natia Bolzano e poi l’Europa, il Canada, gli Stati Uniti, l’India, sempre e comunque insieme all'inseparabile chitarra, compagna di esperienze non tutte indolori. In mezzo tanti progetti, tante storie musicali, tra cui la Hard Time Blues Band, gruppo che ha infuocato i palchi tra gli anni '70 ed '80 tributandogli riconoscimenti e pubblico. Una serie di collaborazioni infinite con nomi storici del rock e della roots music: Memphis Slim, Herbie Man, Rory Gallagher, fino ai duetti con John Lee Hooker e Champion Jack Dupree.

I Roots Connection nascono in patria nel 2000, in un piccolo locale di Reggio Emilia dove Enrico incontra Fabio Ferraboschi e Fabrizio Tavernelli, due musicisti dalle esperienze molteplici, ma accomunati a Enrico dall’amore per le radici della musica nera (da cui il nome della band), il blues appunto, quello del Delta. I tre musicisti trovano una strada personale nell’approccio agli amati standard di Willie Dixon, Leadbelly, Robert Johnson, ritrattandoli e processandoli con le nuove tecniche digitali, con i sequencer e i sintetizzatori. Nasce così il primo album “Roots Connection”, pubblicato nel 2002 su Baracca&Burattini/Edel. Poi tanti concerti, la dimensione dove l’electro-delta-blues dei Roots Connection trova il suo compimento ideale. Tra le tante soddisfazioni, il premio come migliore colonna sonora al Nonantola Film Festival nel 2008, purtroppo uno degli ultimi episodi della band prima della scomparsa di Enrico. Come ogni soundtrack che si rispetti, arriva sui titoli di coda la musica che deve rimanere impressa nella memoria e collegare ad una sequenza di accordi, ad un tema musicale un ricordo, un’immagine, una storia.
“Animystic”, ultima testimonianza su disco di Enrico “Mad Dog” Micheletti, assolve perfettamente a questo compito.

ANIMYSTIC
Il titolo nasce dalla fusione di due parole: animismo e mistico. Due definizioni, due suggestioni che ne ispirano il suono e l’immaginario. Le religioni animiste primitive vedono in tutte le cose, viventi ed inanimate, la presenza di uno spirito divino. Ovunque è un manifestarsi di una forza superiore all’uomo. Da questa essenza si evolvono le religioni.
La stessa essenza da cui si sviluppano le musiche e le parole “spirituali” : Blues, Soul, Jazz, Raga, Gospel. La stessa passione che si trova nelle canzoni di devozione. L’animo umano che si esprime in bilico tra caduta ed elevazione, gioia e sofferenza. E’ la danza della trasformazione, come le credenze primordiali nascoste dietro alla religione dei conquistatori, unica strategia di sopravvivenza nel tempo per i popoli colonizzati. Un mimetismo che ha dato vita a rigogliose contaminazioni sonore.
Così questo nuovo episodio si apre ad altre influenze, prosegue nel suo processo di ibridazione tra diversi linguaggi. Atmosfere “spiritual”, roots vibes e tecnologia, pulsazioni funky, musiche del delta e profondità dub. Africa, Carabi, Europa, India, New Orleans. Seguendo il peregrinare di genti trascinate attraverso gli oceani per forza o per volere. Affascinati ed impauriti allo stesso tempo dall’altrove, pronti a cantare l’arcano, l’amore terreno e l’amore mistico. Danzando sul rituale della vita, con ritmo e trasporto, avendo la musica come mediatrice tra uomini e divinità.
Tutto questo, è “Animystic”, ultima impronta su questa terra lasciata da Enrico Micheletti con i suoi Roots Connection, e con alcuni ospiti come Alberto Morselli (voce degli indimenticati Modena City Ramblers di “Riportando tutto a casa”) e Lucia Tarì (già con Frontera e Timoria).

martedì 15 settembre 2009

"Metodo Di Danza", il nuovo disco di Il Cane.

Il Cane è Matteo Dainese. Per anni seduto dietro la batteria per Ulan Bator, Jitterbugs e miriadi d'altre bands, recentemente ha deciso di cantare, suonare la chitarra, scrivere canzoni e registrarle, oltre che amministrare l'etichetta Matteite e trovare tante date col telefono di casa dei suoi.

Dopo "Feed the Dog", primo suo disco solista, a nome "Dejligt", Dainese crea "Il Cane" e scrive un album interamente in italiano: "Metodo di Danza". Il disco verrà pubblicato con l'aiuto de La Tempesta Dischi.


"Metodo di Danza" è un disco che mescola elettronica a tinte acustiche con estrema eleganza, così come mescola melanconia a spensieratezza pop. Registrato interamente in una piccola stanza a casa della sorella gemella di Dainese, "Metodo di Danza" prevede la presenza di numerosi ospiti, da Enrico Molteni di "Tre allegri ragazzi morti" a Ruggero Catania degli "Africa Unite", da "Il Moro e il Quasi Biondo" ai "Flap", da DJ Color ad Enrico Librio degli "Amari" fino a Leo Virgili degli "Arbe Garbe".
Quattordici tracce che ti fanno commuovere e muovere il culo, non necessariamente nello stesso momento.



"RECUSANT" IL NUOVO DISCO DI RAY TARANTINO. IDEALE COMPAGNO DI VIAGGIO...

Già il fatto che gente come Matthew Bellamy dei Muse o Steward Copeland dei Police ne parlino in maniera entusiastica potrebbe essere un segnale che questo Ray Tarantino ha le carte in regola per scrivere belle canzoni.
Proprio così…Belle canzoni…. Sembra facile, ma non lo è…


Quanti artisti ci sono oggi che lo sanno fare.
Ray ci prova.
Ci prova con la sua verve e con una cerchia di amici/collaboratori di grande spessore. Tony Bowers dei Simply Red, ad esempio, ha co prodotto l’album.
Steve Shebby, già al basso con Tom Jones, ha suonato il basso.


ORA IL NUOVO DISCO "RECUSANT", ASSOLUTAMENTE DA ASCOLTARE

www.myspace.com/raytarantino

lunedì 14 settembre 2009

Anti Gone, the new video "Disremembering Echo"

Dopo l’ottima accoglienza tributata
al suo disco solista “Anti Gone”,
Barbara de Dominicis presenta
il primo video “Disremembering Echo”:
un lavoro poetico e visionario,
realizzato in collaborazione con il regista Davide Lonardi,
che dona ulteriore fascino e profondità
alle atmosfere suggerite dalle canzoni di Barbara,
sospese tra elettronica, pop e avant-folk


Link al video:

SUPERLOWED, "Storia Illustrata dei Mezzi di Trasporto".


Storia illustrata dei mezzi di trasporto
libro+cd
La scuola di Pitagora editrice

Dalle sneakers odiate da Montale all’acceleratore di particelle. Dalla tavola da surf alla tavola degli elementi. Dalle correnti pittoriche ascensionali alle correnti quantiche del Pacifico. Dal buco nero al tappeto rosso. Dal calesse alla metempsicosi. L’intera gamma dei mezzi di trasporto sussunta in un unico agevole volumetto ascoltabile. Magistralmente frainteso da Roger Marìn Mountané. Registrato col microfonino dei corsi di inglese per pc. Un prodotto SUPERLOWed. Per alcune fasce d’età.


Il primo prodotto ufficiale del progetto SUPERLOWed. Un libro illustrato e un cd musicale. Solo questo. E molto altro ancora. Ai testi visionari, onirici, implosivi e a loro modo coerenti del “Canzoniere Biondo” si accompagnano le indicazioni grafiche, talvolta poetiche, altre naif, altre ancora spiazzanti per la qualità del frainteso linguistico (a loro modo significativamente incoerenti) dell’artista catalano Roger Marìn Muntané. A un ultracitazionismo di sottofondo, una ragnatela fittissima che immischia letteratura, cinema, arte e chissà cosa d’altro, fa da contraltare una visibilissima superficie al tratto leggera, canticchiata, scanzonata, solare. Pop. Così è anche la musica di SUPERLOWed. Contraddittoria e lecita. Rumore bianco a bella posta distinguibile. Musica che somiglia solo a se stessa anche quando suona misteriosamente familiare. Musica giocattolo fatta con strumenti veri. E strumenti veri usati come giocattoli. Il tutto catturato col microfonino dei corsi d’inglese per pc. Ascoltiamo e leggiamo il divertimento serio di questa Storia illustrata dei mezzi di trasporto attribuendo con benevolenza ai suoi estensori il ruolo provvisorio di pedagoghi . Al lettore/ascoltatore (spettatore?) coinvolto, il compito di stabilire, una volta per tutte, la natura del “trasporto” in esame.

www.myspace.com/superlowed